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FAQ

Mi chiedono spesso in cosa consista il mio lavoro.

Non è facile rispondere in poche parole, a volte mi sento il medico di un’azienda, a volte l'architetto, altre ancora lo sceneggiatore!
L’unica cosa certa è che far emergere un’azienda o un territorio è tanto bello quanto difficile.

Ogni realtà è diversa da tutte le altre e per questo richiede un “progetto su misura”.

Non si può mai proporre un programma standard perché non esistono due aziende, due territori, due prodotti uguali su cui applicarlo. I fondamenti sono gli stessi ma la loro applicazione pratica va modulata su ogni diversa situazione.

Di seguito una lista di F.A.Q. (Frequently Asked Questions) per dare qualche risposta, anzi, solo qualche spunto in più.

- Aziende vitivinicole e agroalimentari che si trovino in una delle seguenti situazioni:

  • Necessità di farsi conoscere. In questo caso è molto stimolante entrare in una realtà di cui si percepiscono le grandi potenzialità inespresse e trovare la chiave per farle emergere.
  • Già presenti nel mercato, ma con un'immagine non conforme alla reale situazione produttiva, spesso sottostimata.
  • Aziende al top che debbono mantenere le posizioni acquisite. In questo caso è come per gli atleti: per continuare a vincere è necessario aumentare di un cm o scendere di un centesimo di secondo ed è molto più difficile che arrivare dove sono. Così per le aziende già famose continuare a crescere è molto difficile e richiede una maggiore preparazione. Se sono già al top, restarci è quasi più difficile che arrivarci.


- Gruppi di aziende che vogliano organizzare insieme una o più iniziative di comunicazione

- Consorzi, Enti e Associazioni che vogliano promuovere il territorio anche attraverso le proprie ricchezze agricole, enologiche, storiche e culturali.

Per prima cosa cerco di focalizzare, insieme ai responsabili dei vari ambiti di lavoro, i punti di forza e le debolezze della realtà. Si debbono analizzate tutte le peculiarità e le ricchezze che ogni azienda e zona può offrire per individuare i metodi più efficaci per evidenziarle e farle conoscere. Nel contempo si cercano le eventuali debolezze per cercare il modo di superarle o glissarle.

A volte si può confondere il termine "responsabile marketing" con quello di "responsabile commerciale".
Occuparsi di marketing per me significa verificare la situazione qualitativa e di mercato del prodotto. Sia si tratti di un prodotto alimentare, che di un vino o di un territorio, è necessario valutare due aspetti:
1.    un corretto rapporto qualità-prezzo
2.    la rispondenza alle richieste di mercato attuali e previste per il futuro.

Non esiste una regola fissa proprio perché ogni azienda, realtà produttiva o territorio sono diversi l’uno dall’altro. Direi che la collaborazione resta necessaria finché l’interlocutore non è così partecipe di una professionalità da essere capace di proseguire il lavoro in modo autonomo.

L’aspetto più bello è spesso anche il lato negativo di una collaborazione: accompagnare imprenditori o amministratori nella scoperta e nella valorizzazione delle ricchezze umane, storiche, paesaggistiche e produttive della propria terra è davvero arricchente sia sul piano professionale sia su quello umano. Purtroppo succede spesso che quando i risultati si cominciano a vedere le collaborazioni si chiudono perché l’interlocutore si convince (non sempre a ragione) di essere in grado di proseguire in modo autonomo.

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