Home - ''Il mio libro'' - Capitolo 45. IL POTERE DI SEDUZIONE DEL VINO

Capitolo 45. IL POTERE DI SEDUZIONE DEL VINO

Quando ho iniziato a lavorare il vino non era certo un prodotto di lusso o di moda.
Perlomeno non quello italiano, che non aveva proprio una grande immagine. Nel corso
degli anni la situazione si è decisamente evoluta ed il vino ha acquisito un fascino sempre
crescente fino a diventare uno dei prodotti “glamour” per eccellenza.
Ad un certo punto quindi mi sono accorta che qualche bottiglia buona è in grado di aprire
molte porte.
Un primo sentore l’avevo avuto già anni fa. Arriva l’estratto conto della banca e come
al solito devo perdere un sacco di tempo per controllare costi delle operazioni, interessi
(passivi), etc.
Manco a dirlo nei tre mesi precedenti le spese sono schizzate ancora più in alto del solito
e sono costretta ad andare l’ennesima volta dal direttore per negoziare il trattamento. Depressa
di fronte all’idea di perdere un’altra mattinata ad aspettare di essere ricevuta, vengo
folgorata da un lampo di genio.
Prendo due bottiglie di vino e mi reco, più fiduciosa, in banca. Faccio la mia bella anticamera
e, alla fine entro con sorriso caldo e sguardo luminoso:
“Direttore, ho avuto un’idea!”.
Sguardo preoccupato e perplesso (sa con chi ha a che fare, quindi non posso dargli torto).
Proseguo:
“Per evitare di venire qui ogni tre mesi a far trattative disdicevoli tanto per lei quanto per me (…) le
ho portato queste due bottiglie di vino. Le farò avere ogni tre mesi altrettante bottiglie e lei avrà sempre
due possibilità di scelta: farmi arrivare un estratto conto che non debba essere discusso e quindi
avere l’opportunità di bersi in santa pace il prelibato nettare, oppure … avere personalmente me qui
a rompere le suddette bottiglie sulla sua scrivania!”.
Dissi “scrivania”, ma sono certa che lui capì “testa”, perché da allora non è stato più necessario
intervenire di persona. Il fascino del vino!
Altra situazione. Un ingegnere deve ingegnarsi (!) a disegnare il progetto della casa che
il mio architetto gli ha preparato (lavoro, quindi, di grande impegno.). Ho bisogno del
disegno nel più breve tempo possibile, massimo un paio di giorni, ma lui afferma di non
poterlo realizzare prima di una settimana. Solita idea luminosa:
“Ingegnere, sarei propensa ad un accordo: partiamo dai sette giorni che ritiene di aver bisogno per fare il
disegno. Io le regalo una bottiglia di vino per ogni giorno di anticipo con cui me lo consegnerà”.
Silenzio. Rapido calcolo. Risposta: “Va bene dopodomani?” Ecco! Visto? Non era così
difficile!
Non sempre però è così facile: o il fascino del vino è in diminuzione o ci sono
categorie professionali che ne sono immuni.
Ho bisogno di una nuova porta di ferro per il sottoscala. Vado dal fabbro (che è pure un
mio parente, per cui peggio che mai). Siamo a metà novembre e gli chiedo la porta entro la
fine dell’anno (specificando quale anno sennò è come non aver detto nulla). Mi risponde
di sì, ma lo vedo perplesso. Allora azzardo la carta vino. Per ogni settimana di anticipo sulla
fine dell’anno una bottiglia di vino in regalo.
La porta a tutt’oggi non è arrivata e l’anno è finito da un pezzo.
Mi sono informata: il fabbro non è astemio … e allora?

powered by TeamDEV on JoshuaCMS