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Capitolo 3. ESPERIMENTI DI CHIMICA

Certo l’inventiva non ci mancava ed anche la capacità di divertirsi non difettava. Un giorno,
assieme al professore di chimica, decidemmo che non avevamo nessuna voglia di studiare;
così ci inventammo uno scherzo per il Preside.
Era soprannominato “sigarino” perché viaggiava perennemente con un sigaro in bocca e da lì nacque l’idea. Era laureato in biologia e quindi lo scherzo non era facile da architettare perché
fosse credibile, ma due ore di “non lezione” furono sufficienti e poco prima dell’intervallo lo
mandammo a chiamare perché venisse a verificare l’incredibile scoperta che avevamo fatto durante le ore di laboratorio.
Sul lungo tavolo dell’aula di chimica mettemmo in attenta progressione (ovvero in modo
assolutamente casuale) vari strumenti: centrifuga, forno, alambicchi vari, tre ampolle con
liquidi di diverso colore e infine una minuscola cannella dalla quale usciva qualche goccia d’
acqua che andava a finire sulla punta di un sigaro.
A descrivere al Preside tutto il complicato processo grazie al quale l’acqua avrebbe fatto prendere
fuoco al sigaro sarebbe stata l’alunna più bella di tutta la scuola: una sventola da 90-60-90 che avevamo la fortuna di avere in classe.
La cosa più difficile era non ridere. Evitavamo di guardarci in faccia perché sarebbe stato un suicidio collettivo. Questo rendeva però ancora più difficile il compito della poveraccia che stava spiegando il processo inventandosi praticamente tutto sui due piedi.
Attimi si imbarazzo davanti alla domanda del Preside su cosa contenessero le tre ampolle colorate: intervenne in extremis il professore che si inventò due composti estremamente complessi. Però alla terza ampolla non sapeva più cosa dire e se ne uscì con un: “È l’ingrediente segreto”, il che ci portò tutti ad un passo dal perdere il nostro labile self control.
Scopo dell’esperimento: poter accendere qualsiasi cosa con l’acqua.
Il Preside guardò il professore e la classe con comprensibile sospetto. Ci fingemmo scandalizzati
dalla sua ipotesi che lo stessimo prendendo in giro. Come poteva pensare che avremmo fatto una cosa del genere? Lui era il Preside!
Dopo un po’, uscendo perplesso dall’aula, ci puntò il dito contro affermando: “Non riesco a
ricordare quale sia, ma sono quasi certo che esiste un composto infiammabile a contatto con l’acqua. Non appena ricordo qual è torno qui e vi faccio neri a tutti!”. Però rideva divertito.
Bravo! Fuochino. Era il potassio, col quale avevamo imbevuto tutto il sigaro.

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