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Capitolo 36. IMPREVISTI

Organizzando eventi gli imprevisti sono all’ordine del giorno, accade però che a volte l’ordine
del giorno sia nettamente più imprevedibile del solito.
Stiamo organizzando un evento che si svolge per tre giorni contemporaneamente in diverse
città della Toscana. Decine di persone vi lavorano, sono coinvolte
tutte le amministrazioni delle città toccate, migliaia di persone vi parteciperanno,
La manifestazione inizia: è sabato sera e sto andando a cena con i giornalisti accreditati. Il
giorno dopo avremo un megamercato di prodotti agroalimentari di qualità (più o meno
120 espositori) che si svolgerà all’interno di un palazzo storico in una grossa città. Sappiamo
che nel palazzo c’era stata, fino a 15 giorni prima, una mostra di pittura.
Squilla il cellulare e quando vedo che si tratta dell’allestitore degli stand ho un tuffo al
cuore. Una telefonata alle 19 della sera precedente non promette niente di buono.
“Ciao Maddalena, abbiamo un problema!”. Eh, ti pareva!! “Dimmi, cosa succede?”. “Nella sala ci sono ancora  le strutture della mostra”. “Va bene, ma la mostra è finita.
Prendi le strutture, ammucchiale tutte da una parte e allestisci il mercato. Domattina troviamo
qualcuno dell’amministrazione che le porterà via”. “No, non ci siamo capiti: qui non ci sono
solo le strutture espositive, ma anche i quadri. La mostra è stata prorogata fino a domani
e gli addetti non mi permettono di toccare niente!”.
Calma, ragioniamo con calma. Siamo al 2 dicembre in Toscana, non credo che una mostra
di un pittore sconosciuto in questo periodo dell’anno possa aver avuto cotanto successo da
richiederne una proroga. Poi solo dei quindici giorni, giusti, giusti per sovrapporsi alla nostra
iniziativa. Sorge il dubbio che qualcuno stia provando a farci lo sgambetto.
Nel frattempo arrivo a cena e ne parlo col responsabile dell’evento. Non abbiamo
scelta: dobbiamo spostare il mercato da un’altra parte: nella piazza centrale della città.
Per essere uno scenario spettacolare lo è ancor più del palazzo ma, essendo dicembre, a
livello temperatura siamo messi male. I produttori ci scotenneranno vivi. Peste colga chiunque
sia l’autore di questa genialata!
Ok! Forse non sarò la migliore PR del mondo, ma ho i miei “appoggi” molto, ma molto
in alto. Ci penso io!
L’indomani splende un sole luminoso come non si è mai visto a dicembre in Toscana.
Caldo primaverile che accarezza le migliaia di persone che si riversano sul mercato. I produttori
quindi … ci risparmiano la vita.
Quando il gioco si fa duro, sono i duri a vincere. Non approfitto quasi mai dei miei appoggi
molto in alto, ma quando ce vo’, ce vo’!

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