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Capitolo 21. EDUCATIONAL TOUR 1: BORDEAUX

Nel corso degli anni ho fatto vari viaggi nelle zone viticole più importanti d’Europa. Da
dove potevo cominciare se non da Bordeaux? È la Mecca di alcuni tra i più grandi rossi del
mondo e non può mancare nel bagaglio di esperienze di chiunque si occupi di vino.
Primo tra tutti Chateau Margaux. Abbiamo appuntamento – sennò non entri nemmeno
per sogno – e ci presentiamo insolitamente puntuali per essere degli italiani, almeno così
dicono loro.
Ci accoglie la PR ed i miei colleghi produttori, che volevano fare domande tecniche, sono
afflitti dando per scontato che non sarà in grado di dirci niente. Sono, come sempre, animati
da insani preconcetti contro la categoria, ma sono certa che si ricrederanno, (forse
nel loro disappunto influisce appena un po’ il fatto che la PR ha sessant’anni o giù di lì. Però
è bionda e porta la minigonna, quindi ci siamo quasi). Rassicuro tutti: la PR di Chateau
Margaux, in linea con il livello dell’azienda con cui collabora,
non può che essere tra le migliori professioniste al mondo.
Ahimè! È la classica eccezione che conferma la regola.
Domandiamo: “Che tipo di legni usate?”. Risposta: “Non sono domande che dovete
fare a me! Non ne so niente: in questa azienda mi occupo delle PR, non sono il
tecnico”. Beh! Non che sia necessario avere una laurea in enologia per sapere di che
legno sono le barrique anzi, se solo ci lasci avvicinare invece di costringerci al percorso
obbligato e recintato (manca solo il filo spinato ai bordi!), ci guardiamo da soli.
Davanti ai famosi ciottoli bianchi delle Graves dove sono impiantati i vigneti
dell’azienda: “La superiorità qualitativa dei vini di Margaux è dovuta alla presenza nei
vigneti di questi ciottoli. Essendo infatti bianchi, riflettono la luce del sole e grazie a
questo le uve maturano meglio”. Ci siamo guardati e subito, da bravi italiani, abbiamo
trovato la soluzione per eguagliare la qualità dei vini di Margaux: domopack, carta
stagnola. La stendiamo sotto i grappoli e se i ciottoli ottengono questo effetto sulla
maturazione delle uve, immaginate cosa può fare il riflesso della carta stagnola!
Sono quelle come te che rovinano quelle come me! Ma ci hai presi per scemi?
Passiamo oltre: Chateau Cos d’Estournel. Arriviamo e la mia Alfa Romeo 156 nuova, dotata
di economicissimo impianto a gas, decide di rompersi nel piazzale dell’azienda. Andiamo
alla reception e chiediamo se, per cortesia, ci chiamano un carro attrezzi. Così, mentre
noi facciamo la visita, quello ha il tempo di arrivare. Pare infatti che la più vicina officina
Alfa sia a Bordeaux, ad appena 80 Km dalla cantina. L’uomo alla reception non riesce a
trattenersi ed esclama: “La colpa è sua che ha comprato un’auto italiana, se ne prendeva
una francese non sarebbe successo”. Già ero nervosa, mi hanno tenuta in quattro per
impedirmi di saltargli addosso e menarlo.

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