Home - ''Il mio libro'' - Capitolo 12. TEMPERATURE

Capitolo 12. TEMPERATURE

Tra i bei progetti realizzati durante gli anni al consorzio, uno in particolare mi ha fatto
mettere a frutto gli anni di scuola.
Fu creato un servizio ai soci che prevedeva la presenza di 5 centraline meteorologiche
in altrettanti punti strategici del comune di Montepulciano. Le centraline registravano
umidità, piovosità e temperatura nell’arco delle 24 ore, in modo che si potesse valutare
la necessità o meno di intervenire con trattamenti antiparassitari (il tutto con evidente
risparmio e soprattutto con riduzione dell’impatto ambientale).
Ogni settimana, per la precisione il mercoledì pomeriggio, il tecnico consulente del progetto
ed io andavamo in mezzo ai vigneti a verificare i dati e poi stendevamo (cioè il consulente
dettava e io trascrivevo) un bollettino che indicava ai produttori se e contro quali
malattie intervenire.
Due cose mi sono rimaste impresse di quei pomeriggi.
1. Particolarmente nei mesi di Luglio e Agosto il pomeriggio più caldo e umido della
settimana era sempre e inesorabilmente quello del mercoledì. E se una settimana
cambiavamo giorno di controllo, quello diventava il pomeriggio più caldo. Non
ci credete? Chiedete al consorzio se hanno ancora le cartelle di registrazione delle
centraline e vedrete se dico una bugia.
2. Li chiamavamo “i trattamenti alla paura”. Perché, nonostante il bollettino settimanale
avesse caldamente sconsigliato a tutti i produttori di non intervenire con i trattamenti,
puntualmente la maggior parte trattava. Alla nostra domanda sul perché
ci rispondevano: “L’efficacia del trattamento precedente era terminata e quindi io
ho trattato di nuovo”. “Ma non ci sono state le condizioni climatiche perché la malattia si
verificasse: non ce n’era bisogno” “Lo dite voi! E se poi la peronospora veniva lo stesso?”.
“Ma non si sono verificate le condizioni climatiche!!!” In pratica non trattavano contro
la peronospora, ma contro la paura della peronospora.
Qualcuno malignava che il motivo di tale comportamento non fosse la
paura, ma piuttosto la sfiducia verso i tecnici che davano il consiglio di non trattare.
Perché? Perché eravamo due donne sotto i trent’ anni ed in effetti non era facile chiedere a dei
viticoltori ultrasessantenni di fidarsi.

powered by TeamDEV on JoshuaCMS