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Capitolo 60. RITIRI SPIRITUALI

Il mio Vescovo è un po’ irritato. Pare infatti che i suoi ritiri spirituali, non sortiscano lo
stesso successo, in quanto a presenze ed a soddisfazione finale, di quelli che organizzo io.
La cosa è nata per caso. Un gruppo di sacerdoti della mia Diocesi decide di trascorrere
la giornata mensile di ritiro a Montepulciano e sapendo che ho l’ufficio lì, decidono di
chiamarmi per andare a pranzo insieme.
Mi offro di organizzargli la visita di una cantina del centro storico con relativo assaggio di
Vino Nobile. Non si può venire a Montepulciano e non farlo.
Così passiamo un paio d’ore di relax molto piacevoli, passeggiando, assaggiando buoni
vini, visitando anche strutture bellissime.
Ovviamente nasce l’idea di ripetere l’esperienza in occasione del loro ritiro di Giugno,
che è l’ultimo dell’anno pastorale. Almeno mezza giornata all’anno si meritano un po’ di
relax.
Da allora siamo stati: in Chianti Classico, a Montalcino, a Montefalco, nella Rufina, nella
zona di Arezzo, a San Gimignano, nell’Orcia. Ogni volta con divertenti e originali degustazioni,
nonché lauti pranzi.
All’inizio la giornata era nata per i sacerdoti giovani della Diocesi, ma ad un certo punto ci
siamo resi conto che il concetto di “giovane” è diventato sempre più elastico e, pur se nella
chiesa un sacerdote di 50 anni viene considerato ancora giovane, qualche volta
siamo andati anche un po’ oltre con gli anni.
Il Vescovo è venuto a conoscenza del successo di questo ritiro annuale e ha voluto sapere
quali siano i temi trattati. Qualcuno oserebbe dire che gli abbiamo raccontato bugie affermando
che si tratta di temi “fortemente spirituali”?

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