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Capitolo 15. SCRIVERE

Il primo giorno di lavoro al consorzio ho trovato sulla scrivania quanto segue:
Penna nera, penna blu e penna rossa
Matita (Pigna)
Gomma per cancellare
Appuntalapis
Macchina per scrivere Lettera 32 della Olivetti.
Per chi non lo sapesse o è troppo giovane per saperlo
si trattava di una macchina i cui tasti, perché incidessero sulla carta, dovevi picchiarli
con il martello. Il problema era in caso di errore: scrittura assolutamente
indelebile, quindi o riscrivevi da capo o facevi un bel rigo sopra alla parola sbagliata.
Non c’era telefono. Lo giuro! Comunicazioni esclusivamente a mezzo postale. Oddio, mi
sembra di raccontare della preistoria invece che di 25 anni fa. Per certi aspetti, in effetti, la
differenza con il Neolitico era minima.
Dalla mitica Lettera 32 siamo passati ad una elettronica che teneva in memoria un’intera
riga, così riuscivo a controllare un maggior numero di errori.
Dalla posta siamo passati al fax e mi sembrava incredibile che attraverso i cavi del telefono
potessi trasmettere in qualunque luogo un foglio scritto. Più volte hanno provato a spiegarmi
il concetto della trasmissione dei dati via cavo (adesso anche via etere) grazie alla
consequenzialità dei numeri 0 e 1. Io però continuo a non capire che bisogno ci sia di mettere
in fila una serie infinita di 0 e 1 per dire la lettera “A”, quando sarebbe più semplice
trasmettere direttamente “A”.
A meno di trent’anni ho avuto il mio primo sistema di scrittura (ovviamente di seconda
mano): di quelli con lo schermo nero, ma con tutto il testo in memoria così da poterlo
cambiare mille volte. Che bello poter correggere le stupidaggini prima di stamparle. Il prossimo
auspicabile passo sarebbe un computer che le corregga dopo averle divulgate.
A circa trent’anni finalmente un vero e proprio computer! Decido che, usando solo
“Word”, non ho bisogno di fare un corso. Lo compro e chiedo a chi me lo installa di darmi
alcune nozioni fondamentali su come usare il programma. Il mattino seguente arrivo in
ufficio tutta contenta di lanciarmi su una relazione che devo preparare. Mi seggo davanti al
computer e… ops.. ma dove si accende? Il tecnico mi ha fatto vedere come si usa il programma,
ma il computer era già acceso e quindi non avevo visto il tasto di accensione. Non vi
dico l’umiliazione di dover telefonare e chiederlo.
Col tempo ho fatto progressi, niente a che vedere con mia nipote di 8 anni che sa fare
cose di cui non conosco né l’origine, né tantomeno il fine. Con il nipote di 15 anni nemmeno
ci provo. Qualche misera soddisfazione, ma so che non durerà, con quello di 4 anni.
Mi sono appena iscritta a face book: divertente, se sapessi come usarlo. Per adesso è un
mistero e non ho tempo di studiarci sopra

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