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Capitolo 49. POLIZIA, CARABINIERI E VIGILI URBANI 2

Ho profondo rispetto per le forze dell’ordine ed i carabinieri, in particolare, mi stanno molto simpatici.
Sarà perché metà dei miei zii sono stati carabinieri, oppure perché le barzellette girano
solo su di loro, ma alla fine l’umorismo li fa essere più “umani” (vigili urbani e polizia mi
sembrano molto più “cattivi”).
Certo qualche volta il dubbio che le barzellette abbiano un fondo di verità, viene.
Superstrada Siena-Perugia. Si brucia la testata del motore e resto bloccata. Non sono ripetibili
le imprecazioni e le parolacce pronunciate: non sono degne di una signora. Di
cellulari ancora non se parla nemmeno. Per fortuna – si fa per dire – l’auto si è fermata in
prossimità di un piccolo cancello che permette di uscire a piedi dalla strada. M’incammino
e fortuna delle fortune – si fa sempre per dire – trovo una pattuglia di carabinieri che
sta facendo un verbale per un piccolo incidente appena accaduto. Mi rivolgo fiduciosa al
tutore dell’ordine, un carabiniere giovanissimo e gli chiedo gentilmente:
“Potrebbe chiamarmi il 116? Si è bruciata la testata del motore e ho bisogno di un carro attrezzi.”
Lui replica: “Dov’è l’auto?”.
“Ai bordi della Superstrada, dove si è fermata” e gli indico la direzione.
Lui guarda perplesso nella direzione che gli ho detto, poi mi risponde: “Mi spiace signora, ma con la radio
non possiamo chiamare il 116, solo la centrale.”
Sveglio questo! In caso di emergenza è di sicuro una garanzia. Calma. Sorriso a 52 denti.
Proseguo: “Sì, capisco, potrebbe allora, per favore, chiamare la centrale e dirgli se chiamano il
116?”
“Certo signora, torni pure accanto all’auto e aspetti lì.”
Evviva! Forse ce l’abbiamo fatta.
Passa più o meno un quarto d’ora. Inorridita, vedo arrivare sulla corsia opposta a tutta
velocità un’auto dei carabinieri a sirene spiegate, seguita da un camion dei pompieri, sempre
a sirene spiegate. Comincio a pregare: “Ti prego Signore, fa che non stiano venendo
da me!”. Preghiera inutile. Dopo pochi minuti l’auto dei carabinieri, seguita dai pompieri,
si arresta accanto a me con secca frenata. Un carabiniere si precipita fuori dall’auto e mi chiede con aria
piuttosto nervosa:
“È lei che ha chiamato i pompieri?”
“Ehm…. io veramente no. Avevo chiesto solo il 116. Forse il suo collega, a cui ho detto che si era bruciata
la testata del motore, magari si è immaginato le fiamme e ha pensato che ne avessi bisogno…”
Il carabiniere mi guarda attonito, poi con grande senso dell’umorismo mi dice: “Questa è
proprio da carabinieri, vero?”
“Non l’ho detto io! L’ha detto lei!”

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