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Capitolo 19. DIVERSI CONCETTI DI QUALITA’

Si dice, e sono abbastanza d’accordo, che le mode subiscano flussi e riflussi. Nella mia pur
breve vita (diciamo brevissima per essere precisi!) è già la seconda volta che calzo la novità
delle scarpe con le zeppe: ho anche visto andare di moda le minigonne almeno tre volte e
l’elenco potrebbe continuare.
Così è anche nel vino. Negli anni Ottanta in Toscana si cominciava ad usare in modo più
sistematico le barrique: c’era chi gridava allo scandalo e chi cominciava a provarle (a dir la
verità per diversi anni con risultati discutibili). Ho visto parecchi vini fatti revedibili dalla
Commissione di Assaggio della Camera di Commercio perché “non tipici”, in quanto era
evidente l’affinamento in legno  fatto in barrique invece che in botte grande.
Poi le barrique sono diventate di moda e se un vino non era barriccato voleva dire che non era di
livello qualitativo alto. Adesso stiamo tornando indietro e spesso un vino, solo perché barriccato,
viene liquidato con un rapido “troppo legno”, anche quando in realtà non lo merita. Potrei dire
lo stesso per l’uso delle vasche di cemento e per varie altre tecniche produttive e di affinamento.
Mi sono fatta l’opinione che i produttori devono scegliere un proprio stile e fare di tutto
per essergli fedeli, guardando alle mode ma essendo capaci di prescindere da esse. Pena
fare la figura dell’allocco come nei due casi seguenti:

 Sicilia. Accompagno due giornalisti in visita ad un’azienda, ma
prima facciamo una deviazione per visitare una delle cantine emergenti della Regione.
Assaggiamo i vini sia dalla bottiglia sia dalla barrique e tutti siamo dell’idea
che la presenza del legno sia indubbiamente prevaricante e non abbia lasciato
niente ai profumi ed ai sapori di partenza delle uve. Uno dei giornalisti chiede
all’entusiasta enologo perché usano la barrique. Risposta (seria, lo giuro!): “Perché le
barrique stabilizzano il colore.”
Certo, ma se esageri, tolgono tutto il resto!!!!

 Toscana. Gruppo di fiduciari regionali di Slow Food. Siamo in visita ad un’azienda.
Assaggiamo i vini e poi siamo ospiti a pranzo nel ristorante del loro agriturismo.
L’enologo entusiasta, nel presentare la filosofia aziendale esordisce con tono imponente:
“Abbiamo deciso di perseguire la qualità e quindi abbiamo acquistato le
Barriques.”. Ecco, adesso sì che siamo certi della qualità! Ci servono come antipasto
un’insalata di carciofi crudi in abbinamento con il loro bianco barricato.
Il vino è imbevibile, ma il piatto di carciofi lo copre (notoriamente
i carciofi crudi sono perfetti per distruggere il sapore di qualunque vino).  Il titolare dell’azienda chiede ai
presenti cosa ne pensino. Silenzio imbarazzato, occhi bassi come a scuola per non
essere interrogati. Uno dei presenti, evidentemente dotato di incredibile presenza
di spirito, esprime il pensiero di tutti: “Uno dei rari casi in cui un piatto di carciofi
crudi valorizza il vino!”

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