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Capitolo 31. COMPRENSIONE

Quello che segue è un tipico esempio di come un collaboratore di un’azienda, che si occupa
di settori diversi, possa interpretare male (perché non ne conosce i particolari) una
buona azione di comunicazione.
Decidiamo di aderire ad un progetto proposto da una delle associazioni più note in Italia
e nel mondo. L’azienda sostiene economicamente un gruppo di agricoltori del sud del
mondo, che coltivano un tipo di noccioline fondamentale per la loro dieta e quindi per la
sopravvivenza della loro tribù.
Il progetto prevede che vengano forniti all’azienda alcuni chili del prodotto per essere utilizzati
come aperitivo in abbinamento con i bianchi che produce, oppure come ingredienti
di piatti ideati appositamente. Sarà la motivazione con la quale verranno organizzate serate
di degustazione dei vini dell’azienda in giro per Italia. Verrà poi realizzato un ricettario
formato dai piatti proposti in queste serate.
Serata dedicata ad un gruppo di circa 20 giornalisti italiani e stranieri: la cena si svolge in
cantina e si apre, appunto, con un aperitivo di bianchi dell’azienda in abbinamento con
le suddette noccioline.
La titolare chiede al marito, che si occupa esclusivamente della cantina e ha una certa
idiosincrasia per le serate “ufficiali”, di andare a prendere le ciotole con le noccioline e
offrirle agli ospiti.
Tutto quello che lui sa è che l’azienda ha investito 5.000 € e quello che ha visto in cambio
sono 3 kg di noccioline, anche se molto buone.
Prende le ciotole e nel posarle sul tavolo dei giornalisti, con grande tranquillità le presenta
così: “Ecco, assaggiate questi 5.000 € di noccioline!”.
Lo sguardo dei presenti è ovviamente allibito e sembrano essersi accordati per girarsi tutti
e simultaneamente verso di me: “Davvero ci stiamo mangiando 5.000 € di noccioline?”

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