Home - ''Il mio libro'' - Capitolo 32. MIRACOLI

Capitolo 32. MIRACOLI

Ci sono casi in cui non ti vengono chieste idee per comunicare un prodotto, ma piuttosto

di organizzare miracoli.

Zona viticola assolutamente sconosciuta, con pochissimi produttori che imbottigliano e

per di più la maggior parte dei vini è abbastanza scadente.

Comune e consorzio di tutela mi chiedono di organizzare una degustazione di tutti i vini

del territorio, invitando giornalisti in grado di aiutare i produttori a comprendere la strada

da seguire.

Come convincere i giornalisti, subissati da inviti ben più interessanti e gratificanti in ogni

angolo d’Italia e del mondo? In pratica gli stiamo chiedendo di spendere due giorni per

dare una consulenza gratuita ai produttori.

Ho un lampo di genio: una delle aziende della zona è di proprietà della famiglia Lamborghini.

Ricordo che qualcuno mi ha detto di aver notato una Lamborghini parcheggiata

davanti al supermercato e di essersi chiesto da dove sbucava.

Telefono alla proprietaria dell’azienda:

“Sto pensando a qualcosa di veramente accattivante da proporre in occasione dell’evento che stiamo

organizzando e mi è venuta l’idea di chiederti se hai in garage una Miura che potremmo far guidare

ai giornalisti”.

Lei mi risponde contrita:

“No, una Miura non ce l’ho, ho solo una Countach”.

Ce ne faremo una ragione...

“Benissimo! Quanti cavalli ha? Così lo scrivo: fa sempre un bell’effetto sapere cosa si potrà guidare”

“Oddio, non me lo ricordo, o 380 o 420.”

“380 andrà benissimo; non credo che la differenza sia fondamentale!”

Predispongo l’invito sulla seguente falsariga: “Sei invitato alla degustazione comparativa assieme ai

produttori. Seguirà trasferimento all’Autodromo dove i partecipanti potranno guidare una

Lamborghini Countach da 380 CV.”

Ammetto che non ho dovuto fare molta fatica per convincere un congruo numero di

giornalisti a partecipare.

Dopo la degustazione, previa firma di un impegno a pagare eventuali danni occorsi all’auto

(valore al tempo circa 600 milioni di lire), tutti gli ospiti si cimentano nella guida con

accanto, a necessario sostegno, un pilota professionista.

Sotto i 4000 giri il motore si spegne e l’80% degli improvvisati piloti non ha il coraggio di

partire a razzo, nemmeno dietro le accorate raccomandazioni del pilota.

È stata una delle più divertenti esperienze della mia vita. Unica volta nella quale chi sta seduto

in auto alla mia destra ha detto: “Accelera!” Di norma dicono sempre l’opposto.

powered by TeamDEV on JoshuaCMS