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Prefazione del Cardinale Ennio Antonelli

Le pagine che seguono potrebbero sembrare un libro sul vino. O meglio: un libro su quanto si muove,
(tra pubblicità, relazioni, iniziative, marketing e quant’altro) attorno al vino. A mio parere invece  sono una forma originale di diario, un cassetto della memoria, pagine dell’agenda personale che raccolgono ricordi e pensieri di una giovane donna  che “ha osato” scegliere, come ambiente ed esperienza lavorativa, nientemeno che il vino.
Vino da conoscere in ogni sua fase, da presentare, da promuovere. In fondo però è vero che anche quella del vino è un’arte e per questo anch’io oso buttare giù qualche considerazione “artistica”.
Il vino è un’arte e tale è anche la comunicazione; vino e comunicazione sono strettamente congiunti nei venticinque anni di lavoro di Maddalena. Nelle pagine che seguono c’è il suo carattere, brillante, intelligente, spiritoso, ma non per questo superficiale. Anche se, devo pur dirlo, il più di Maddalena non si trova in queste pagine, semplici pieghe, piccoli racconti che colgono frammenti di vita dentro giorni di serio impegno, forte responsabilità e generosità. Il meglio lo si scopre conoscendola di persona, col tempo e la frequentazione assidua, più o meno come si fa con il buon vino.
Questo libro scritto con brio e spontaneità, suscita senz’altro simpatia. Come afferma la stessa autrice, è intessuto di ricordi spiritosi, divertenti, che però aiutano anche ad entrare agevolmente in un mondo complesso, dove occorre un’alta professionalità.
Mi sembra, innanzitutto che Maddalena con queste pagine si dimostri non solo “PR del vino”, ma anche della Scuola frequentata da giovane, l’Istituto Tecnico Agrario: cosa niente affatto superflua in tempi di disoccupazione intellettuale e carenza di artigianalità.
Maddalena, che fin da subito ha scelto di “cercare lavoro”, è capace attraverso la professione di instaurare rapporti personalizzati e di cogliere le particolarità singolari di ciascuno degli interlocutori, nella persuasione che alle persone succede come ai vini: si fanno tutti con l’uva, ma non ne trovi mai due uguali.
Nell’instaurare rapporti Maddalena mostra elasticità mentale, adattamento, decisione nel perseguire lo scopo, ma anche capacità di rimettersi in gioco, di tenersi costantemente aggiornata e non vivere di rendita. Una semplicità tutt’altro che ingenua unita a un’arguzia rispettosa della verità. Maddalena è capace, come rivela nella sua prima simpatica gaffe, di ricoprire ogni ruolo, trovandosi sempre a suo agio, a cominciare da quello di… presidente!
In questo senso ha saputo anche esercitare la virtù dell’umiltà cercando di imparare dagli
altri. E molto ha imparato in questi 25 anni.
Azzardo un’opinione. Nel marketing del vino, non si possono a lungo vendere illusioni  e apparenza. Il vino ha a che fare con le zolle di terra, col sole e con la pioggia, col lavoro manuale, la pazienza e la perseveranza dell’agricoltore, sia esso operaio o proprietario di azienda. Ognuno, nella lunga filiera degli operatori, è chiamato a misurarsi con la concretezza, con l’esperienza e la tradizione, oltre che con la tecnologia.
Gli stands realizzati da Maddalena sono simboli della sua personalità: spiccano… come i cipressi o le vele dell’albero maestro! E i suoi 25 anni di attività attraversano i rapidi cambiamenti della moderna comunicazione, da quella cartacea a quella informatica e digitale, ma mettendoci sempre del suo e tenendosi a distanza dal mero apparire.
Nel piacevole scorrere della lettura, si rileva la sorpresa dei tanti che vedono in Maddalena, competenza e professionalità, sempre a suo agio tra botti e barrique, protocolli e Commissioni ufficiali. Si intravedono importanti valori: fedeltà, genuinità, originalità e spiccatosenso pratico.
Con Maddalena si viaggia anche: tour istruttivi e originali, sempre conditi con l’ingrediente più adatto: vino, umanità e umorismo. A proposito di quest’ultimo: ci sono spunti di comicità irresistibile (lei non racconta barzellette: le crea!); Quando il lavoro diverte, allora è più umano. È come un gioco, anche se rimane difficile e non può essere improvvisato.
L’arte di essere convincenti e persuasivi è legata alla verità delle cose, non al loro apparire.
Maddalena, dice spesso che non è laureata in scienza delle comunicazioni. Nessun dubbio, però, che si sia guadagnata, sul campo, la pratica della comunicazione. E a velocità sostenuta: come una Lamborghini, lei sotto i 4000 giri si spegne! E per alimentare il motore si rivolge a Dio, fonte inesauribile di energia. A proposito la Parola di Dio presenta il vino come dono prezioso, risorsa e simbolo della festa. Il Signore “fa crescere il fieno per gli armenti e l’erba al servizio dell’uomo, perché tragga alimento dalla terra: il vino che allieta il cuore dell’uomo; l’olio che fa brillare il suo volto e il pane che sostiene il suo vigore” (Salmo 103).
Auguro a Maddalena di continuare a lavorare con entusiasmo e che il suo lavoro sia un servizio agli uomini e un canto di lode al Signore, secondo le parole dello stesso Salmo “Voglio cantare al Signore finché ho vita, cantare al mio Dio finché esisto. A lui sia gradito il mio canto; la mia gioia è nel Signore”.
Cardinale Ennio Antonelli

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