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Capitolo 6. CERCARE… ANZI, TROVARE LAVORO

Uno dei membri del Consiglio del “prestigioso e antico istituto”, venne un giorno a trovarmi a casa e mi disse: “Mi hanno chiesto di segnalare alcuni candidati per un lavoro. Ho fatto anche il tuo nome, ma non farti illusioni perché cercano un uomo e lo vogliono residente nel loro comune (ovviamente diverso dal mio). Però, quando si cerca lavoro si prova tutto e quindi se accettano di farti un colloquio di sicuro non ti assumono, ma sarà un modo per conoscere nuove persone. Si sa, da cosa nasce cosa!” Ringraziai caldamente e cominciai a pensare come avrei potuto sopperire ai due handicap. In fondo a scuola ero riuscita a trasformare in un punto a mio favore il fatto di essere secchiona. Pensai a lungo, trovando la soluzione al problema del comune sbagliato (si può sempre cambiare residenza!), ma al fatto di essere donna non riuscii proprio di trovare una soluzione! Pazienza!
Comunque, anche se non ero maschio, non avevo fatto i conti con le idee chiare della maggioranza
dei membri del Consiglio di Amministrazione del Consorzio dove mi presentai per il colloquio di lavoro. Tant’è che mi assunsero!
Alcuni dei consiglieri temevano fossi troppo giovane e inesperta e quindi che qualcuno avrebbe potuto trasformarmi nel suo burattino. Con il senno del poi devo ammettere che io stessa, al loro posto, non mi sarei assunta. Ma c’è un ma: che io fossi giovane non c’era dubbio (avevo 20 anni), che fossi inesperta altrettanto (era il mio primo lavoro), ma si accorsero presto di quanto fosse sbagliato pensare che per questo fossi “controllabile”. Gli anni di scuola mi avevano dato, se non altro, una certa autonomia di giudizio.
Iniziò così la mia avventura nel mondo del vino. A 20 anni assunta per andare a dire ai produttori cosa dovevano o non dovevano fare. Per la precisione dovevo andare a dir loro ciò che altri mi dicevano di dirgli! E sennò come avrei fatto? Di vino non ne sapevo niente e per quanto riguardava la viticoltura, nel solito “prestigioso e antico Istituto”, mi avevano insegnato a produrre tantissima uva ad ettaro spendendo il meno possibile; esattamenteil contrario di quello che si doveva fare! Se non altro però mi avevano dato un metodo di lavoro e di studio e quindi il tutto si risolse ricominciando a studiare come una dannata!
Una cosetta da niente!
Quando si dice che la scuola forma al mondo del lavoro!

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