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Capitolo 26. GIAPPONE 2

Come detto il Giappone mi affascina, specialmente perché è l’unico paese al mondo dove
sono riuscita a dimagrire senza mettermi volontariamente a dieta.
La ragione è presto detta, due episodi:

1 Ristorante di sushi. Gruppo di produttori tutti intenti a cercare di cuccare
come cliente il ristoratore stesso. Lo so non è bello
ma è la pura verità. Il titolare ha aperto il locale solo per noi: è
veramente molto gentile. Quindi siamo in quattro. Ci porta alcune salsine nelle
quali intingere il contenuto di due vassoi di pesce rigorosamente crudo (non
come il sushi che ci propinano in Italia: lì il pesce non è marinato con niente,
è proprio desolatamente crudo!). Uno dei commensali inizia a esternare lodi
sperticate alla capacità organizzativa (ma se siamo solo in quattro?) e alle doti
culinarie del cuoco nel preparare il pesce (ma preparare cosa se è crudo? Al massimo
a tagliarlo, perché lì sono davvero maestri). Prosegue con l’affermare convinto
che “una cena tanto superlativa” non l’ha mai fatta in vita sua. Ora,
avrei potuto accettare “Il sushi migliore della mia vita”. Avrei accettato anche un
sincero “non mi sarei mai aspettato una cosa così”, ma “la miglior cena della
mia vita”, questo no! L’ipocrisia non può arrivare a tanto. Ho capito che gli vuoi
vendere qualche bottiglia di spumante che con il sushi sta pure bene, ma così è
vergognoso. Sento che il sacro fuoco della verità mi sta prendendo di nuovo.
Non c’è verso, stare zitta è impossibile, va bene devo dirlo: “Perché vorresti dirmi
che adesso non ti mangeresti un bel piatto di lasagne?”. Sapete, per me le lasagne sono
il top: oltre non c’è niente. Non è per niente chic? Ditelo alle figlie dell’imperatore
della Cina in Mulan 2. (non avete presente Mulan 2? Vuol dire che non
avete nipoti piccoli!).

2. Siamo a Kyoto, la città antica. Una delle città più incredibili che abbia mai visto.
Definirla bellissima è riduttivo, non da il senso dell’atmosfera e della ricchezza
storica e culturale che si respira. Dopo lunga ma divertentissima giornata di tour
dei templi buddisti e shintoisti ci fermiamo a cenare in una tipica friggitoria.
Ci sediamo sugli sgabelli davanti al cuoco, che frigge in diretta per noi piccoli
bocconcini di vari tipi di carne e verdure. Chiacchieriamo piacevolmente ed io assaggio
con gusto aspettando che cominci la cena vera e propria. Dopo circa 15-20
bocconcini penso: “Qui se continuano con questi antipasti ci rovinano la cena”. Il
pensiero non è ancora concluso che il mio amico mi domanda: “Per i nostri usi la
cena sarebbe finita, ma se vuoi possiamo farci friggere qualche altra cosa”. Finita?
Ma come finita? Io credevo che fosse finito l’antipasto. Ma guarda tu! E ora come
faccio a dirgli: “Io veramente avrei una fame da lupo, quindi se di quel pollo me
ne frigge mezzo potrei anche mangiarlo!”. E poi tu-uomo giovane e forte- non puoi dire ad una donna piuttosto rotondetta che  non hai più fame, ma se lei vuole
può mangiare ancora. Quella si vergognerà come un bambino beccato con le mani
nella marmellata e ti risponderà: “Ma no, figurati, sono piena anch’io:
non ce la farei a mandare giù niente”. Sigh!
Certo che in Giappone si dimagrisce.

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