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Capitolo 46. DIETOLOGA

Fare questo lavoro e mantenere il “peso forma”, o perlomeno non allontanarsene troppo,
è un’impresa quasi disperata. Se poi ti piacciono i dolci… rinunciaci!
Siccome sono un tipo tignoso continuo a provarci, con il risultato di trascorrere la vita a
dieta.
Scene esilaranti accadono da quando ho deciso di farmi seguire, almeno periodicamente,
da una dietologa. La poveraccia (ovviamente magra e totalmente priva del senso del gusto)
al nostro primo incontro mi ha chiesto di fare il diario di una settimana in modo da poter
predisporre una dieta che tenesse più possibile conto delle mie abitudini alimentari.
È stato davvero spassoso vedere la sua faccia davanti ai miei appunti. Dopo aver letto tutto
ha alzato gli occhi sconsolata e mi ha detto: “Di quello che hai mangiato ho capito ben
poco, tipo un piatto di salumi toscani che tutto si può definire tranne ipocalorico. Ho
avuto qualche speranza davanti alla cena a base di farro, che vedevo come il male minore, ma
poi ho scoperto che siete riusciti a farci anche il dolce. Come faccio a darti una dieta?”.
E io che ne so? Se ne ero capace da sola non venivo da te!
Così sono iniziate le trattative; perché sembravano proprio trattative alla vu cumprà, tra lei
che cercava di farmi mangiare schifose pietanze ipocaloriche e io che ribadivo la necessità,
se non della quantità, almeno della qualità.
Qualche esempio:
Lei: “Se ti va un cappuccino a metà mattinata prendilo pure però fattelo fare con il latte
magro.”
Io: “Se non posso prendere il cappuccino dimmelo, ma scordati che me lo faccia fare con il latte
magro: fa schifo! A me un cappuccino cattivo fa saltare i nervi, quindi o buono o non lo prendo”.
Lei: “Sarebbe utile che mangiassi ogni sera una mela cotta. Perché non ne prepari quattro
o cinque tutte insieme e ne mangi una per sera?”
Io: “Solo l’idea della mela cotta nel microonde mi fa venire la depressione, figurati se è di quattro
giorni!”
Lei: “Ma possibile che a te un dolce faccia un effetto tanto positivo?”.
Io: “Guarda, non esiste un antidepressivo più potente. Se la giornata è cominciata male o qualcuno
mi ha fatto saltare i nervi, vado al bar mi prendo un cappuccino ed una pasta piena di tutte le possibili
schifezze e la giornata cambia da così a così!”.
Dopo anni che ci frequentiamo, ovviamente con risultati assai modesti dal punto di vista
del mio peso, siamo giunte alla conclusione che se riesce a far dimagrire me potrà essere
nominata “dietologa ufficiale di tutti i gourmet d’Italia”.
La speranza è l’ultima a morire.

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