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Capitolo 43. AUTO E MECCANICI

Adesso faccio quasi 50.000 Km all’anno e anche in passato non ne ho mai fatti molti
meno. Forse è per questo che ho sviluppato un po’ di passione per le automobili; in fondo
ci passo quasi lo stesso tempo che trascorro in ufficio o a casa.
La mia prima auto è stata una Uno bianca – non “quella” Uno bianca. – Via via sono
salita sempre più, non per possibilità economiche ma grazie alla scoperta del Leasing.
Ho però notato che il rapporto con i meccanici, crescendo il valore e la cilindrata delle
auto, è andato progressivamente peggiorando. Finché ho avuto delle utilitarie, arrivavo
dal meccanico, lo informavo che volevo fare un controllo e lui tranquillo, eseguiva senza
discussioni.
I primi problemi li ho avuti acquistando una Nissan Primera. Non mi sembrava fosse un
auto impegnativa, ma evidentemente il meccanico non la pensava allo stesso modo. Così, quando
(dopo pochi giorni dall’acquisto) gliel’ho portata affermando che: “Mi sembra che la retromarcia
abbia problemi ad entrare.” lui mi ha domandato: “Ma lei signora, quando mette la
retromarcia, pigia la frizione e l’acceleratore contemporaneamente?”. Ma razza di insulso
maschilista! Perché dovrei pigiare l’acceleratore? Tu lo fai? Lo insegnano a scuola guida? È
un sistema speciale di guida trattandosi di auto prodotta in altro continente? Giuro che ho
dovuto sudare sette camicie, cioè insultarlo, prima che si decidesse a fare un controllo per
poi scoprire che c’era un difetto di fabbricazione e sostituirmi – in garanzia ovviamente – il
cambio.
Da allora è stata un continuo crescendo tra la faccia divertita del meccanico e il mio vano
tentativo di fargli fare qualche controllo:
“Sento un rumore a destra nel motore, forse è la cinghia di distribuzione.”
Il meccanico trattiene a stento una risata e mi guarda con il display sulla fronte dove scorre:
“Sì, come se tu sapessi dove sta il motore e che esiste una cinghia della distribuzione!”
(peraltro, oltre ad esserci, era in effetti sull’orlo della rottura: un po’ come me!).
“Il navigatore non funziona. Per fare una prova l’ho impostato con direzione Roma e mi ha indicato
strade diverse dall’A1, nonostante l’avessi impostato con priorità autostrade”, “Signora, ma è sicura?
Non è che ha digitato: “strade panoramiche” invece di “autostrade”?
Ma secondo te si può sbagliare a digitare tra “strade panoramiche” e “autostrade”? Sono
una donna, forse non ne capisco di auto, ma sono andata a scuola (sai, oggi ci vanno
anche le donne) ed ho imparato a leggere e scrivere!
Il navigatore venne riparato solo perché mi feci dare il numero di cellulare del titolare
della concessionaria e gli giurai che lo avrei chiamato “a qualunque ora del giorno
o della notte”, se mi fossi trovata, invece che sull’autostrada, su una strada secondaria o
sconosciuta e avessi avuto bisogno di qualcuno che, al posto del navigatore scassato, mi
indicasse la direzione!
È proprio necessario comportarsi da pazza per essere ascoltata da un meccanico? È ovvio
che poi tutta la categoria abbia l’innata convinzione che le donne al volante siano isteriche.
Sono loro che le fanno diventare così!

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