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Capitolo 23. EDUCATIONAL TOUR 3: SPAGNA

Terzo viaggio. Basta con la Francia, cerchiamo realtà nuove: andiamo nella Rioja e nella
Ribera del Duero. Basta con i viaggi in auto, aereo più una 7 posti a noleggio.
Intanto si rivela particolarmente imbarazzante il fatto che lo spagnolo non è così simile
all’italiano. Da cosa lo capiamo? Principalmente dallo sguardo attonito di quelli a cui
chiediamo indicazioni sulla strada, che sembrano proprio non capire la nostra semplice
domanda: “Donde stas las bodegas?”. Non bastava mettere una “s” in fondo alle parole per
trasformare l’italiano in spagnolo?
Poi vengo colta alla sprovvista dall’incredibile maschilismo degli uomini spagnoli: pranzo
(si fa per dire perché se arrivi in un ristorante prima delle 14 o prima delle 22 ti guardano
malissimo, quindi per noi il pranzo rasenta la cena e la cena la colazione!) in un ristorante
tra i più rinomati della città. Sono l’unica donna del tavolo, ordino il vino. Arriva il cameriere
fa assaggiare il vino a un altro, poi serve tutti tranne me! Praticamente per lui
sono invisibile.
Visitiamo alcune delle aziende più famose, tra le quali una cantina sociale il cui direttore,
entrando con noi in cantina, afferma con estrema tranquillità: “la nostra è un cantina medio
piccola, infatti abbiamo appena acquistato dei vigneti nel sud della Spagna per poter
fare anche quantità importanti di vino, che qui non possiamo produrre. Questa è la nostra
barriccaia, ci sono 40.000 barrique…”. Alla faccia della cantina medio piccola! Uno dei produttori
del nostro gruppo, non si trattiene e commenta: “Io di barrique ne ho 40!”. Il
direttore replica: “Anche lei ha 40.000 barrique?” “No, 40. Punto!”.
Altra cosa incredibile: tutte, ma proprio tutte le aziende sono in piena ristrutturazione, ampliamento,
modifica. Dopo la terza, quarta visita il dubbio ci coglie: ma possibile che tutte
le aziende si stiano rimodernando? Ci sarà pure qualche cantina vecchia e decrepita.
Penultimo giorno, siamo ormai depressi dal vedere questo mondo in rapida evoluzione e ci
sentiamo decisamente giurassici. Finalmente però uno spiraglio! Arriviamo in un’azienda
dove un vecchio cantiniere ci fa visitare zona vinificazione e barriccaia assolutamente decrepite.
Eppure il marchio è tra i più antichi e famosi. Scusate la cattiveria, ma ci rincuoriamo
un po’; anche loro hanno realtà scadenti. Siamo arzilli e assai soddisfatti che la visita si stia
concludendo così. O almeno così crediamo. Il cantiniere infatti, davanti ad un’anonima
porticina ci dice: “Ecco, queste erano le cantine storiche; da qui si passa alle cantine che
stiamo costruendo”. Prima che si possa far niente per precorrere gli eventi, il maledetto
apre la porticina e ci troviamo sulla sommità di una splendida scala, di fronte alla quale una
parete di almeno 15 metri di vetro lascia intravedere 3 piani di cantina nuova, tutta legno,
acciaio e vetro. Una roba da fantascienza!
A quel punto la nostra residua pazienza si esaurisce: “Ma possibile che tutte le cantine
siano in ristrutturazione?”. Lui, con fare tranquillo, quasi stupito dalla nostra ignoranza risponde:
“Da quando siamo entrati nella UE, il governo ha istituito un’agenzia il cui unico
compito è quello di tenere aggiornate le cantine sui finanziamenti cui è possibile accedere.
Attualmente ce n’è uno grazie al quale, aumentando i dipendenti, si possono ottenere
contributi a fondo perduto per la ristrutturazione dell’azienda, è ovvio che ne stiamo tutti
approfittando. Ma anche l’Italia è nella UE, non dovrebbe valere anche per voi?”.
No comment!

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