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Capitolo 58. PICCOLI PAESI

Sono nata e cresciuta in un paese sperso nella campagna umbra dove vivono meno di 500
persone. L’equivalente di un piccolo condominio in una grande città. Tutti sanno tutto di
tutti e questo è contemporaneamente il suo miglior pregio ed il suo peggior difetto.
Penso che ormai i miei compaesani si siano più o meno rassegnati o perlomeno stufati di
parlare di me, ma so di aver dato loro per diversi anni, un sacco di buoni motivi per spettegolare…..volevo dire, parlare di me.
Per esempio a causa dei miei viaggi in giro per il mondo, cominciati quando erano ancora pochi quelli
che andavano all’estero e nessuna, assolutamente nessuna, era una donna da sola.
La cosa allora era talmente strana che, andata a trovare una signora anziana e ammalata,
le ho causato grande agitazione. La signora infatti, decisamente preoccupata mi ha
chiesto:”Ma tra quanti mesi torni? Quante settimane ci vogliono per arrivare a Londra?”.
È stata dura farle credere che sarei tornata entro la settimana e che il viaggio non era così
pericoloso come lei credeva. Non convinta mi ha lasciata dicendo: “Pregherò per te!”
In un’altra occasione un viaggio, sempre a Londra, andata il lunedì e ritorno il martedì,
ha causato l’incredulità popolare. Colpa di mio fratello, che in quanto maschio, può
andare dopo cena a passare qualche minuto al bar del paese (non sta molto bene che lo
facciano le donne e solo recentemente le nuove generazioni stanno infrangendo il tabù).
Divertendosi a scandalizzare, a spese della mia reputazione, entra al bar e come se niente
fosse lancia la seguente affermazione: “Ma tu guarda: io al massimo vado a cena a cinque chilometri,
mia sorella invece è andata a cena a Londra!” Sguardi esterrefatti; qualcuno sorride pensando
ad una battuta. Il barista curioso: “Ma dai, a cena a Londra: non ci credo”. Mio fratello:
“Beh! Tu come la chiami? È partita stamattina, domani rientra… praticamente è andata a
cena a Londra!”
Qualche giorno dopo vado a prendere un caffè (al mattino possono anche le donne). Il barista
non l’ha proprio digerita e si rivolge a me con tono altero: “Quindi sei stata a Londra
a cena… beh, fa chi può!”. Da noi “fa chi può” è un modo per dire “tu puoi farlo perché
sei piena di soldi”. A quel punto mi sono presa la rivincita: “Veramente mi hanno pagata
per andare a provare un ristorante e per vedere una struttura espositiva. figurati se
andavo e tornavo in due giorni a mie spese!”.
Essere pagata per andare a Londra è una cosa totalmente fuori portata che le mie quotazioni
sono salite considerevolmente.

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